La polizza, il sinistro e la regola proporzionale

Il significato etimologico della parola polizza è promessa, che in latino si dice pollicitatio. Oggi il termine polizza designa il contratto di assicurazione, ovvero la promessa che in caso di sinistro l’assicuratore (che riscuote il premio) pagherà all’assicurato un capitale o una rendita a titolo di indennizzo. È il Codice Civile italiano che definisce questo passaggio, e più precisamente l’articolo 1882: “L’assicurazione è il contratto col quale l’assicuratore, verso pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l’assicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro, ovvero a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana.”.

Ma in caso di sinistro è sempre così? L’indennizzo sarà congruo?
Ecco una domanda che, se non vi siete ancora posti, è il momento giusto per farlo… Ma prima di proseguire con questo ragionamento, inquadriamo bene anche il significato del termine “sinistro”.
Il sinistro in genere è costituito da un evento che fa scattare l’operatività delle garanzie previste in una polizza assicurativa. Ogni giorno decine di sinistri automobilistici vengono rimborsati dalle relative polizze assicurative, così come furti, danni da responsabilità civile o incendi. Anche le polizze assicurative aziendali, così come tutte le altre, rimangono “dormienti” in attesa che un qualche evento – un sinistro – le renda operative. Ed è da qui che possono cominciare i problemi.

In caso di sinistro, la compagnia invia un perito con compiti precisi, tra i quali:

  • Verifica della polizza assicurativa per accertare la correttezza delle indicazioni in essa contenuta, l’inesistenza di eventuali aggravanti non dichiarati in polizza, il valore dei capitali assicurati. Accertato dunque che il capannone industriale era effettivamente costruito come descritto in polizza, che le merci in esso contenute erano effettivamente laterizi e non bombole del gas e che la polizza prevedeva la copertura di un capitale di 1 milione di euro, il perito può passare al punto successivo;
  • Calcolo della preesistenza per determinare la quantità, la tipologia e l’esistenza dei beni presenti sul luogo del sinistro ed il relativo valore. Questo passaggio può essere estremamente semplice – nel caso di piccoli danni – o estremamente complesso quando i danni sono catastrofici (basti pensare alla difficoltà di determinare il valore di un immobile o di un macchinario PRIMA di un incendio quando invece lo si trova completamente distrutto dalle fiamme!);
  • Un semplice raffronto tra il capitale assicurato (primo compito del perito) e il valore effettivo dei beni (secondo compito del perito) farà subito capire se la copertura assicurativa era sufficiente. In caso contrario entrerà in gioco la cd “regola proporzionale” (art. 1907 c.c.) applicata in tutti i casi in cui il valore effettivo dei beni preesistenti supera il valore dichiarato in polizza. In quest’ultimo caso, il danno verrà liquidato in proporzione al rapporto tra questi due valori.
    Ecco un semplice schema che evidenzia le diverse casistiche cui si può andare incontro:

regola proporzionale polizza

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