L’assicurazione sui beni strumentali

assicurazione beni strumentaliPer ogni azienda è importante stipulare polizze di assicurazione sui beni strumentali, polizze che quindi tutelino i beni aziendali quali fabbricati, impianti, macchinari, arrediattrezzature, e più in generale tutti i beni materiali che consentono all’azienda di svolgere quotidianamente le proprie attività.
Quando si pensa a un’assicurazione sui beni strumentali, le prime domande che ci vengono in mente sono: quali beni assicurare? Quale valore attribuire a questi beni? Come darne evidenza?

Una delle prime cose da fare è prevedere una stima a fini assicurativi. Ma di cosa si tratta?

Una stima ai fini assicurativi consiste in un inventario di beni coperti dall’assicurazione, redatto secondo precisi schemi assicurativi che si rifanno alle impostazioni di polizza. Lo schema di esposizione dell’inventario assicurativo fu ufficialmente codificato per la prima volta dal Concordato Italiano Incendio Rischi Industriali nell’aprile del 1992, all’interno della “Regolamentazione Per L’assicurazione Con Dichiarazione Di Valore” a uso delle società di stima – tra cui CONSIND – certificate dal Concordato stesso.
L’inventario dei beni, una volta completato, deve essere valorizzato anche in questo caso secondo precisi parametri descritti nella già citata regolamentazione.

Ma come si formalizza il documento per stilare un’assicurazione sui beni strumentali?

In una polizza incendio i beni oggetto di assicurazione vengono raggruppati in più “partite di polizza” costituite da gruppi omogenei di elementi. Un caso tipico di partite assicurative sono i fabbricati, il macchinario, le apparecchiature elettroniche. Per ogni categoria di beni vengono descritte quantità, caratteristiche costruttive e ogni elemento utile a una compiuta identificazione dei beni oggetto di assicurazione. È importante evidenziare una particolarità: tutti i beni presenti all’interno del contesto produttivo devono essere elencati, anche se non di proprietà (p.es. beni in leasing) o fuori uso, perché in caso di sinistro (pensiamo a un incendio devastante) il conteggio dei reperti deve coincidere con il numero di beni presenti nella stima. Se uno o più beni appartenevano a casistiche particolari come sopra descritte (leasing o fuori uso) saranno inseriti nella stima in un raggruppamento a parte e magari non valorizzati, ma il tutto dovrà essere fatto in modo assolutamente chiaro e trasparente.

Questi accorgimenti consentiranno di evitare il rischio che in caso di liquidazione di un sinistro venga applicata la cd. “regola proporzionale”….al prossimo articolo!

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